L’Associazione

Lettera del presidente

Carissimi concittadini,
la tanta emozione per questo mio incarico di rappresentare l’Associazione Festa di San Bernardino, si dissolve sotto il carico delle responsabilità di organizzare l’evento più importante per la nostra comunità: “la Festa in onore del nostro Santo Patrono”, insieme agli associati e a tutti i membri del comitato esecutivo e ai nostri Parroci.
Non ringrazierò mai abbastanza tutti costoro per il loro fondamentale contributo, in questi momenti nei quali tutti noi ci stringiamo in devota esultanza e religiosa riflessione. La partecipazione dei bernaldesi è sempre stata grande e di questo me ne compiaccio e vi chiedo di essere ancor più presenti affinché questo nostro lungo giorno sia sempre più intenso e gioioso.
Viva San Bernardino.

IL PRESIDENTE
Luisantonio Troiano

…E GIUNSE IL TEMPO
DI CALAR LE VELE

Sono passati quarantatré anni da quando don Mimì D’Elia e don Peppino Eufemia mi hanno consegnato al compito di responsabile laico della Festa di San Bernardino. Da allora ho visto accadere, all’interno della Festa, avvenimenti rilevanti. Penso, anzitutto, con rinnovata emozione, alla venuta a Bernalda del Sacro Corpo di San Bernardino che, ravvivando in tutti la fiamma della fede e rinvigorendo il fiore della carità, ha riportato a Bernalda, pur in tempi di perduranti contrapposizioni ideologiche e di spaccature sociali, il bene immenso dell’unità del popolo. Penso anche alla stagione dei gemellaggi, generata da un nostro preciso desiderio. Legando Bernalda a nobili Città tramite la santità del comune Patrono, volevamo che la fede, da troppo tempo confinata nel recinto delle coscienze o nel perimetro delle sagrestie, tornasse a risplendere come chiara fonte di benefici non solo spirituali ma anche sociali, economici e culturali. E penso pure, ricordando le Mostre Storiche dell’Agricoltura, della Tessitura e le Fiere della Telematica, alla sistematica difesa e valorizzazione della memoria delle radici storiche del nostro popolo e alla contestuale presentazione di moderne tecnologie anticipatrici del futuro. Né posso dimenticare i diciotto concerti allo stadio che hanno visto sfilare al Comunale di Bernalda, uno dopo l’altro, i più celebri cantautori italiani e due autentiche star del panorama musicale internazionale. Con i concerti allo stadio non solo è andata in scena la rappresentazione della bellezza nella forma del bel canto e della musica d’autore, ma proprio dal loro tronco è spuntato a sorpresa il germoglio di un rivolgimento epocale: l’antica e rigida struttura sociale bernaldese, a netta preponderanza bracciantile ed operaia, si è trasformata in un nuovo, variegato e diverso ordine sociale, in cui la figura del piccolo imprenditore, sebbene non ancora prevalente, è parte decisiva per le implicazioni socio-economiche e culturali che comporta. Ma sono avvenimenti ugualmente rilevanti: la pregevole produzione letteraria, le tante mostre, le tantissime conferenze, l’assidua promozione delle più svariate forme d’arte; le decine di concerti in piazza; le innumerevoli gare delle più disparate discipline sportive; la graduale costruzione, la progressiva affermazione e la definitiva consacrazione del Corteo Storico, con la recente esplosione della creatività dei bernaldesi. Ora, «(…) Venuto a sera/ Del vivere che daranno a me le stelle», è giunto il tempo di calare le vele. Non senza rivolgere, però, un pensiero grato e commosso agli oltre cento amici che, a cominciare da Tonino Faliero, che per trentacinque anni ha condiviso con me gioie e fatiche, mi hanno accompagnato in un’avventura che sa di destino. Trattengo nel cuore le storie esemplari dei loro sacrifici compiuti nell’esercizio di una dedizione senza riserve al trinomio san Bernardino – Chiesa – Popolo, da cui tutto si faceva sgorgare e in cui tutto gioiosamente rifluiva. Mi sia consentito qui di fare menzione di quelli che non ci sono più: lo spirito di comunione che continua a legarmi a Romualdo Giannini, Rocco Motola, Vincenzo Calabrese e Donato Di Ciancia, va ben oltre i pur nobili sentimenti di amicizia e di gratitudine. Il pensiero finale va al popolo di Bernalda. L’origine di tutto l’impegno per la Festa è stata unicamente la passione missionaria che, facendoci trepidare per il destino spirituale dei nostri concittadini, ci spingeva ad amarli e a vedere in ciascuno di essi uno per il quale Cristo è morto. Tale originaria nostra disposizione d’animo è rimasta inalterata fino ad oggi. I risultati? Non so quante persone la Festa abbia contribuito ad avvicinare alla fede. Di sicuro essa ha trovato nel cuore dei concittadini una grande corrispondenza affettiva che si è tradotta in una diffusa stima popolare per San Bernardino e per la Chiesa. Ed è tanto. Ed è veramente bello. Grazie per sempre, Bernalda!
A Luis Antonio Troiano, al dott. Francesco Loperfido e a tutti i deputati, vecchi e nuovi, dell’Associazione, che si accingono, con i nostri sacerdoti, a portare il peso della edizione 2018 porgo un caloroso augurio: avanti tutta, amici! I passi della Festa di San Bernardino somigliano ai prodigi evangelici: sono tanti quelli già compiuti, ma altri ancora, e di più grandi, restano da compiere!

Nicola Dommarco

ELENCO DIRETTIVO E ASSOCIATI

TROIANO Luisantonio
PRESIDENTE
SCARDILLO Emanuele
LOPERFIDO Francesco
DOMMARCO Nicola Salvatore
FOLLINO Angelo
BONORA Biagio
BATTIFARANO Lucio Giancarmine
BONORA Massimiliano
CARECCIA Saverio
CARBONE Pasquale Mario
PERRONE Antonio
LOSPINOSO Federico
D’ELIA Cosimo
DI PACE Michele
FUINA Filippo
ROSPO Domenico
SCARNERA Vincenzo
MOTOLA Bernardino
MARINO Vittorio
DIBIASE Vincenzo
VENTIMIGLIA Antonio
SCARDILLO Antonio
DRAGONE Giuseppe
PALLOTTA Giuseppe
SCARDILLO Antonio